Ordo Virginum

Cenni storici

La Consecratio Virginum costruisce il primo Rito di consacrazione della donna nella Chiesa e risale ai primi secoli del cristianesimo. Si parla di vergini consacrate fin dai tempi apostolici. Numerosi sono i riferimenti alla verginità consacrata da parte dei Padri della Chiesa; in particolare, le opere di sant’Ambrogio dedicate alla sorella Marcellina testimoniano una straordinaria sollecitudine per le vergini consacrate. Motivi storici e mutamenti sociali condussero successivamente a un cambiamento della vita consacrata femminile, per cui l’unica modalità per vivere una totale dedizione a Dio divenne quella di far parte di un Ordine monastico e di una Congregazione religiosa. Paolo VI, nella grande opera di rinnovamento della vita consacrata suscitata dal Concilio Vaticano II, rivalutò questa consacrazione nella sua forma originale, pubblica e solenne. Un decreto promulgato il 31 maggio 1970 ripristinò l’antico rito della Consecratio Virginum – in edizione tipica latina – anche per le donne che vivono nel mondo e con esso l’Ordine delle vergini, l’Ordo Virginum. La traduzione italiana fu poi pubblicata dalla Conferenza Episcopale Italiana il 29 settembre 1980. Fece seguito il Codice di diritto canonico del 1983 che sancì l’Ordo Virginum nel can. 604.

La Donna Consacrata

Inserita con il Battesimo nel popolo di Dio, la vergine consacrata condivide con esso la chiamata universale alla santità vivendo nella modalità propria della vocazione ricevuta il rapporto con Dio, con la Chiesa e con il mondo. Pur essendo connotata da elementi di scelte personali, la consacrazione è però un evento eminentemente ecclesiale: la vergine entra a far parte di un corpo ecclesiale, di un “ordo”, e attraverso di esso si collega con la comunità della Chiesa, ad essa offre la sua testimonianza e la disponibilità a molteplici servizi, in essa esercita l’amore fraterno, l’obbedienza filiale e la dedizione quotidiana alla crescita della vita cristiana di tutti i suoi fratelli e sorelle in Cristo. Donandosi totalmente al Signore con il “santo proposito”, esprime la volontà di appartenere, con cuore indiviso, a Gesù Cristo sposo della Chiesa: unita a Lui “con solenne rito nuziale”, essa vive nel modo particolare e specifico della sua chiamata alla verginità la realtà del mistero che si manifesta, per gli sposi cristiani, nel sacramento del matrimonio. Chiamata a vivere “il carisma della verginità nel mondo”, la donna consacrata risponde all’amore con cui Dio, in Cristo, ama la Chiesa mediante il compimento della propria vocazione particolare, cioè “la capacità e la responsabilità dell’amore e della comunione” nel contesto ordinario della comunità cristiana e civile. Comprendendo la propria vocazione alla luce dell’amore sponsale diventa così dono per gli altri . Il vescovo diocesano, che rappresenta nella Chiesa particolare Cristo, sposo della Chiesa, ammette alla consacrazione e presiede il Rito. Egli è per la vergine consacrata pastore e padre e, in modo diretto, senza intermediari, la edifica nella verità e nella santità secondo il compito affidato al suo ministero apostolico. La vergine consacrata realizza nella Chiesa un segno particolarmente visibile della comunione con il vescovo, per il legame diretto che essa vive nei confronti della Chiesa locale dove “si fonda, si alimenta e si manifesta la vita del popolo di Dio, perché ivi si celebra con tutta pienezza il mistero di Cristo”. La vergine consacrata trova la prima e necessaria sorgente della sua spiritualità e della sua vita cristiana nella celebrazione del mistero di Cristo, vissuto nella Liturgia: all’anno liturgico e alla celebrazione del “dies dominicus”, “perno della catechesi permanente dell’intera comunità”, essa fa convergere il suo itinerario di maturazione cristiana e vocazionale. Attraverso l’ascolto della Parola e la celebrazione dei Sacramenti partecipa alla preghiera della Chiesa, condivide le gioie e le fatiche dei fratelli, specialmente dei poveri, promuove l’unità dei cristiani, cerca la comunione con le diverse vocazioni, si apre alla dimensione contemplativa, impara a leggere le realtà esterne e personali nel progetto di Dio, cura con responsabilità e creatività la crescita e la maturazione del suo cammino umano, cristiano e vocazionale. Attenta ai suggerimenti dello Spirito, nel tessuto della comunità cristiana in dialogo con il vescovo suo pastore, la vergine consacrata impara a riconoscere e attualizza le modalità personali con cui partecipare alla missione ecclesiale. All’interno dell’ordo virginum si esprime con naturalezza una molteplicità di carismi personali, segno della ricchezza e varietà dei doni con cui lo Spirito arricchisce la Chiesa. La consacrazione non esige, di per sé, nessun cambiamento esteriore: la vergine consacrata vive del suo lavoro, mantiene la sua abitazione e le normali relazioni sociali, non le viene chiesto di portare segni particolari che la contraddistinguano. Tali aspetti connotano la particolare caratteristica di inserimento nelle condizioni della vita normale del popolo di Dio. Un tratto peculiare del carisma specifico della vergine dell’ordo è dato infatti dal suo condividere tale “normalità”, restando inserita nel mondo e non scegliendo di partecipare ad un identico carisma particolare o ad una sola forma di dedizione a ministeri ecclesiali. Essa mette a servizio del Signore i propri talenti personali, nel contesto ordinario di vita e nelle modalità concrete suggerite a ciascuna dallo Spirito e sottoposte ad accurato e assiduo discernimento ecclesiale. In tal modo le condizioni di vita di ciascuna assumono nella consacrazione, secondo la chiamata tipica di ogni singola persona, un deciso orientamento all’amore di Dio e del prossimo e una specifica fecondità evangelica. La consacrazione, infatti, non orienta tutte ad un determinato ministero né richiede che tutte siano disponibili ad un solo tipo di dedizione ecclesiale o di testimonianza. I diversi carismi e le differenti disponibilità al servizio di ognuna contribuiranno alla crescita della comunità nel suo insieme. La testimonianza della verginità e della vita evangelica “consegnata” al Signore nel grembo della Chiesa è già di per se stessa strumento di crescita e di evangelizzazione. In molti casi a tale testimonianza si aggiungerà anche la dedizione a concreti servizi ecclesiali e pastorali, che potranno anche diventare la scelta di vita fondamentale di alcune consacrate. Ma ogni membro dell’ordo offre alla Chiesa, tramite il vescovo e attraverso il suo discernimento, la configurazione dei doni spirituali che ha ricevuto dal Signore, per opera dello Spirito Santo.

Per approfondimenti: gidag@lillinet.org    info@ordovirginumtoscana.it  http://www.ordovirginum.org

Prossimo incontro di formazione per le donne consacrate, in formazione ed in ricerca delle Diocesi toscane: Sabato 5 Novembre 2016 nella Diocesi di San Miniato – dalle ore 10 in poi Parrocchia San Romano con il Vescovo, S. E. Mons. Andrea Migliavacca

Prossime consacrazioni in Toscana: Manuela Corsini, Giovedì 8 Dicembre 2016, ore 11 – Parrocchia San Romano (Diocesi San Miniato)