Due momenti significativi hanno scandito la riflessione che l’USMI diocesano ha previsto il 24 gennaio e il 2 febbraio scorsi: la preziosa risorsa dei carismi per una ecclesiologia di comunione e di servizio. Don Gino Berto sdb, in occasione del terzo incontro delle religiose, ha affrontato la tematica partendo da una considerazione esperienziale e da una provocazione: “Viviamo nella città secolarizzata dove gli uomini sembrano viaggiatori senza bagaglio e senza meta. Si percepiscono un’apostasia silenziosa e un invadente relativismo culturale. Noi non vogliamo essere estranei agli uomini e alle donne del nostro tempo, ma la gente che incontra noi consacrati, vedendo il dito puntato verso il cielo, si ferma al dito o guarda in Alto?” In un’epoca di rapidi cambiamenti anche la vita religiosa e il rapporto che intercorre tra Chiesa locale e vita religiosa, sono chiamati a rinnovarsi continuamente e a ridisegnare i loro tratti caratteristici oggi. Verso dove andare? L’esigenza di essere esperti di comunione è la meta ultima e fondamentale per gli uomini di oggi che devono vedere nelle comunità religiose risorse preziose dell’evangelizzazione nella Chiesa locale, luoghi di autenticità personale e interpersonale, di comunione, solidarietà e speranza. Tutte le partecipanti hanno elaborato i contenuti offerti che hanno trovato una loro espressione nella giornata del 2 febbraio, dedicata alla vita consacrata. In tale occasione l’invito è stato rivolto a tutte le comunità di vita consacrata e ai destinatari della loro azione pastorale. La chiesa della Purificazione prima e la Cattedrale dopo, hanno visto una ricca partecipazione e significativo è stato il ricordare in questa occasione 16 sorelle che hanno festeggiato gli anniversari di 25, 50, 60, 70 anni di vita religiosa. Mons. Giusti, che ha presieduto la celebrazione eucaristica a rinnovato l’invito ad essere testimoni dell’Amore povero, casto e obbediente in una società che esalta lo spreco, la soddisfazione di ogni desiderio e il potere prepotente. L’auspicio che queste occasioni suggeriscono è quello che realmente e visibilmente nella chiesa locale il servizio dei carismi sia sentito e vissuto all’insegna della comunione.
M.S.C.