Incontro delle religiose 24 gennaio 2010
LA VITA RELIGIOSA NELLA DIOCESI
Il servizio degli istituto religiosi alla Chiesa di Livorno



Due momenti significativi hanno scandito la riflessione che l’USMI diocesano ha previsto il 24 gennaio e il 2 febbraio scorsi: la preziosa risorsa dei carismi per una ecclesiologia di comunione e di servizio. Don Gino Berto sdb, in occasione del terzo incontro delle religiose, ha affrontato la tematica partendo da una considerazione esperienziale e da una provocazione: “Viviamo nella città secolarizzata dove gli uomini sembrano viaggiatori senza bagaglio e senza meta. Si percepiscono un’apostasia silenziosa e un invadente relativismo culturale. Noi non vogliamo essere estranei agli uomini e alle donne del nostro tempo, ma la gente che incontra noi consacrati, vedendo il dito puntato verso il cielo, si ferma al dito o guarda in Alto?” In un’epoca di rapidi cambiamenti anche la vita religiosa e il rapporto che intercorre tra Chiesa locale e vita religiosa, sono chiamati a rinnovarsi continuamente e a ridisegnare i loro tratti caratteristici oggi. Verso dove andare? L’esigenza di essere esperti di comunione è la meta ultima e fondamentale per gli uomini di oggi che devono vedere nelle comunità religiose risorse preziose dell’evangelizzazione nella Chiesa locale, luoghi di autenticità personale e interpersonale, di comunione, solidarietà e speranza. Tutte le partecipanti hanno elaborato i contenuti offerti che hanno trovato una loro espressione nella giornata del 2 febbraio, dedicata alla vita consacrata. In tale occasione l’invito è stato rivolto a tutte le comunità di vita consacrata e ai destinatari della loro azione pastorale. La chiesa della Purificazione prima e la Cattedrale dopo, hanno visto una ricca partecipazione e significativo è stato il ricordare in questa occasione 16 sorelle che hanno festeggiato gli anniversari di 25, 50, 60, 70 anni di vita religiosa. Mons. Giusti, che ha presieduto la celebrazione eucaristica a rinnovato l’invito ad essere testimoni dell’Amore povero, casto e obbediente in una società che esalta lo spreco, la soddisfazione di ogni desiderio e il potere prepotente. L’auspicio che queste occasioni suggeriscono è quello che realmente e visibilmente nella chiesa locale il servizio dei carismi sia sentito e vissuto all’insegna della comunione.


M.S.C.


10/02/2010USMI DIOCESANO