Istituto Maria Ausiliatrice
IL DIACONATO DELLA VITA RELIGIOSA NELLA CHIESA LOCALE
Ritiro del Vescovo Mons. Simone Giusti per le religiose della diocesi


 Nel ritiro delle religiose della diocesi del 20 dicembre 2009, il Vescovo, Mons. Simone Giusti, ha affrontato un tema significativo e articolato: il Diaconato della vita religiosa nella Chiesa locale. La vita religiosa in generale, e nel nostro contesto livornese in particolare, ha sottolineato Mons. Giusti, può esprimere il suo servizio diaconale su vari fronti: nell’educazione, nella cultura, nella direzione spirituale, nella testimonianza di comunione. La sfida educativa e il progetto culturale, sono scelte privilegiate della Chiesa del nostro tempo, che chiedono a tutti i cristiani, e ai consacrati in primis, un impegno di attenta osservazione, studio, ricerca di strategie e di azioni per accompagnare i giovani e le famiglie della nostra società. Il Vescovo ha sottolineato come i giovani e la famiglia siano due importanti porzioni nella cura pastorale della nostra diocesi. I giovani: perché “arrivino sani a 20 anni”, come è consueto dire; la famiglia: perché è la culla della fede e della vita cristiana da sostenere e aiutare. Il servizio educativo, portato avanti con cura dagli istituti presenti sul territorio livornese, è oggi in forte richiesta per molti motivi e la diocesi prende atto di questa necessità invitando a istituire altre scuole dell’infanzia là dove possibile per poter rispondere a questa domanda. Il sogno di poter realizzare una scuola superiore diocesana portata avanti da più carismi, per assicurare la continuità anche per questo grado scolastico e la formazioni di giovani per l’impresa, è un obiettivo che Mons. Giusti coltiva dall’inizio del suo mandato e in questa occasione ha nuovamente lanciato questa sfida perché possa istituirsi una commissione formata da persone appartenenti ai vari istituti religiosi che si vogliono mettere in gioco, con l’intento di studiare, a livello educativo-didattico e organizzativo, un piano di fattibilità. Certo, non si possono nascondere incertezze e difficoltà da dover affrontare, ha sottolineato il Vescovo, tuttavia la collaborazione fattiva della diocesi con strutture e progetti economici e degli istituti religiosi nella qualità con la professionalità dei docenti e dell’insegnamento, possono diventare punto di forza perché delle “fragili cordicelle messe insieme formino una corda robusta”. Continuando la sua riflessione, Mons. Giusti, ha considerato il valore carismatico e culturale che gli istituti religiosi possiedono, il loro “essere carismatici” perché hanno un’origine d’ispirazione divina che si fonda su intuizioni che, uomini e donne di Dio, hanno saputo assecondare e realizzare nel loro tempo e che ha impresso e imprime ancora oggi un’impronta di santità. I valori “respirati” nei vari istituti rispondono ancora oggi alle esigenze più profonde della persona e coloro che ne entrano a contatto, pur nei limiti dell’essere umani, ne vengono appagati e sperimentano il vero “ben-essere” fisico e spirituale. La cultura che viene coltivata chiede oggi un continuo aggiornamento e approfondimento perché, come ha sottolineato Benedetto XVI, “la ragione illumina la fede”. Qui il servizio diaconale degli Istituti religiosi diventa anche direzione spirituale, come dimostra la storia che ha visto nel tempo figure di donne che hanno saputo essere guide spirituali capaci di incidere negli eventi della storia stessa. Oggi più che mai la direzione spirituale è una forte richiesta. Arrivando al termine dell’incontro, Il Vescovo ha fatto sintesi con la riflessione sulla necessità di vivere la comunione evangelica come segno profetico e traguardo ultimo della vita. Vivere l’amore nelle sue varie espressioni carismatiche, è il modo per dire a Dio la disponibilità a realizzare i suoi progetti di vita e all’uomo che questa vita ha senso se spesa nell’amore e con amore.

 

M.S.C.

08/01/2010USMI DIOCESANO