Missioni in tempo di coronavirus

 

Uno sguardo sul sud del mondo in questo tempo di pandemia:

 

Gli ultimi dati sulla diffusione del Covit -19 in Africa 43 stati africani su 54 sono stati colpiti, oltre 1463 i contagi, risultano ancora indenni dal virus: Mali, Sierra Leone e Guinea Bissau, paesi martoriati dalla guerra e di conseguenza con sistemi sanitari precari.

 

Il lento espandersi dell’epidemia nel continente africano può trovare delle risposte, anche se non sono certe, la presenza di clima caldo che ostacola la trasmissione del virus, maggiore capacità di gestire le epidemie e l’età media della popolazione è molto bassa (19 anni), forse anche un sistema immunitario diverso dagli europei, inoltre e la difficoltà, per gli africani, agli spostamenti all’interno del continente e fuori, a causa degli alti costi dei voli aerei. infine anche motivi scientifici diversi che possono comunicare statistiche “più ottimiste” sull’epidemia.

 

In America latina e Caraibi il contagio del coronavirus sta esplodendo e già 12 Conferenze episcopali del continente, su un totale di 22, hanno disposto che le messe vengano celebrate senza la presenza dei fedeli, altre Conferenze hanno dispensato i fedeli dal precetto domenicale e previsto celebrazioni con un piccolo gruppo di fedeli. Solo in Nicaragua e Cuba le celebrazioni sono previste, anche se con attenzione.

Nel continente latino americano i contagi sono circa 5400 e 71 i decessi

 

E dell’Asia siamo tutti, purtroppo, a conoscenza della situazione, con un aumento dei casi in Giappone, India e Turchia; ed il problema “dell’arrivo” dei “contagi di ritorno” in Cina.